Dirty Mo' - Passi Sull'Asfalto

I Dirty Mo', sono composti da due ragazzi, che insieme hanno sviluppato il loro primo progetto d'esordio dal titolo "Passi sull'asfalto".
Dopo oltre dieci anni di attività nella loro città, Pescara, hanno deciso di riunire pezzi con qualche annetto e pezzi un po' più nuovi.
Nell'ascolto di tutto l'album devo dire che, in effetti questi “sbalzi temporali”(se così si possono chiamare) tra le varie tracce si nota.
Il disco inizia con una collaborazione di un rapper pescarese Joza Gun, che secondo il mio gusto personale ha un buon flow, e questa è la prima sorpresa del CD.
I beat fanno da padrone per tutto l'album, infatti questo è prodotto da Ceasar (fatta eccezione per la traccia n.11) un ottimo produttore, anch'esso pescarese.
Altra traccia da segnalare: “Il sesto senso” , un beat che mi riporta indietro di qualche anno con la mente, come sonorità mi ricorda i fine anni '90.
La traccia successiva è un buon storytelling, che, scava nei ricordi dei Dirty Mo', ricordi in cui molti, secondo me, si ritroveranno.
Nella traccia numero 4 abbiamo una nuova collaborazione, Eddie Principe fa la sua ottima comparsa nel CD, e si lega ottimamente alla canzone e al beat.
Si arriva alla canzone “Siamo di Pe” che a mio parere è la miglior traccia contenuta nell'album.
Da qua in poi, i sapori cambiano, il disco muta e fa l'occhiolino a stili diversi, infatti “Nsqf” ne è la prova, il duo caccia fuori un ottimo stile, passando alla traccia dopo assaporiamo anche un po’ di dancehall.
Continuando l'album però abbiamo la piccola sensazione che il disco sia un po' monotematico, e in questo i Dirty dovranno migliorarsi per elevare ancora il livello.
Arriviamo anche ad un'altra collaborazione in “Non cambia” con Lazey Face, tuttavia un po' più sottotono dei Dirty.
Il disco in sé è un prodotto buono, nato nel vivaio Pescarese, e la cosa che mi fa più piacere è il fatto che il tutto è rimarcato. I featuring, le collaborazioni, i beat e tutto il resto vengono prevalentemente da Pescara. Un gruppo unito di persone.
Tra i pregi metterei sicuramente la scelta dei beat che, sono devastanti, invece nei difetti la poca variazione di argomenti. Dobbiamo ricordare però che questo disco non è un punto d'arrivo ma un punto di partenza.
Un ottimo spunto per chi vuole creare e mettere su un progetto proprio, guardatevi attorno, senza compromessi fate quello che volete e che vi piace, e i frutti arriveranno.
Quindi forza Dirty Mo' siete partiti col piede giusto, che fate vi fermate?
Alex
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